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“Essere capiti non e’ la cosa piu’ importante nella vita”…
Il diluvio e’ arrivato… non esattamente come quello profetizzato… anche se me l’aspettavo… a queste cose non si e’ mai veramente preparati.
Non sono mai stato capace di dire (o fare) la cosa giusta al momento giusto… Arrivo sempre dopo… Ci penso (e ripenso, e ripenso, e ripenso) sempre dopo…
Qualunque cosa, detta o fatta, viene interpretata quasi sempre all’esatto contrario di quello che voleva essere…
in questo, oramai riconosco ahime’ di essere mio malgrado un campione…
L’arte di perdere i treni importanti e’ un beffardo appuntamento che mi richiama ciclicamente all’appello… ed io sono sempre presente… purtroppo.
Evidentemente non sono cosi’ bravo come Brezsny ad interpretare i presagi astrali… ed a sfruttare queste fortune.
Non c’e’ nessuno che possa capire.
Forse non c’e’ niente da capire.
Forse non e’ cosi’ importante essere capiti.
A questo punto si puo’ tirare solo una conclusione: il problema sono Io…
“E mi tocca vivere con me stesso ventiquattr’ore al giorno…”
Published at 15 aprile 2009
in Generale.

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Sempre Brezsny, sempre “meglio di cosi’ non lo si poteva dire”

Published at 8 aprile 2009
in Music.

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Samuele Bersani – Le mie parole
Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate…
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire…
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate

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Da qui
“Le sirene ti stanno tentando di nuovo”

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