Ancora piove. Sono già due giorni.
Due giorni che il cielo piange.
Due giorni che vado a letto tardi; molto. E mi sveglio presto; molto.
Continuo ad uscire di casa dimenticandomi l’ombrello.
Tutte le mattine faccio lo stesso percorso. Stessa strada. Stesso passaggio pedonale. Stesso lato della strada. Sono abitudinario. Forse perché la consapevolezza del’ignoto un po’ smarrisce. Al contrario, la vecchia strada, monotona e conosciuta, un po’ rassicura.
E camminando riconosco dettagli. Privi di significato alcuno, per molti. Ma immancabili riferimenti cittadini, per il sottoscritto.
Percorro tutto cullato da quel cuscino ovattato che crea la musica che sto ascoltando con le cuffiette, e mi accorgo che in realtà non sto camminando. Semplicemente mi sto lasciando trasportare. Ne più ne meno mi trovo sul nastro trasportatore che mi porterà a destinazione. Quasi fossi all’aeroporto.
E mi guardo intorno. Da spettatore non curante.
Ancora piove. Sono già due giorni.
Ma oggi mi sono ricordato l’ombrello.
L’inerzia dell’acqua sotto una fronda di stelle.
[...]
Ci sono sere che passi in compagnia dell’inerzia di te stesso. Ti aggiri per casa senza una meta.
Ti siedi. Ti alzi. Ti risiedi. Mangi qualcosa. Guardi qualcosa. Leggi qualcosa. Ascolti qualcosa…
Ed e’ proprio in quel momento perfetto, quando quella melodia ti risolve tutto, che forse trovi il senso delle cose.
E cosi’ tutto continua a scorrere… tutto va avanti…
In questo strano registratore il nastro continua ad andare in Play; non ci sono tasti “Pause” e la cassetta continua a girare. Girare. Girare…
E cosi’ ci sono momenti in cui avresti bisogno solo di alzare il volume a livello indecente. Per non ascoltare. Per non ascoltarti. Per non sentire la tua voce.
Ogni tanto vorrei che non ci fosse il bisogno di parlare, per comunicare. Vorrei che fosse tutto cosi’ semplice come uno sguardo; come un sorriso.
Come una giornata di primavera in pieno inverno. Ti sorprende. Ti spiazza. Ti fa stare bene.
A volte basta poco. Come un sorriso.
A volte no.
and so it is,
just like you said it would be…
life goes easy on me
most of the time…
Dopo un discreto numero di notti passate su questo mondo, sufficientemente lungo per accumulare tutto un discreto bagaglio di informazioni su di esso e ciò che ci circonda, puo’ anche venire naturale che uno si fermi e faccia un bilancio.
Sara’ forse la classica crisi del trentenne moderno.
Ho bisogno di confermare risposte che nemmeno io so da quali domande siano scaturite.
Il problema e’ forse la percezione che noi, e gli altri, abbiamo di noi stessi. Ci vediamo con occhi che riflettono lo sguardo di altri. Ci vediamo come vorremmo vederci visti dagli altri. Siamo Uno, Nessuno e Centomila diceva Pirandello. Siamo le migliaia concezioni che gli altri hanno di noi.
Cerco perennemente di modificare i fattori esogeni sperando cosi’ di sentirmi meno, irrimediabilmente, imperfetto. Ma e’ impossibile riuscire a gestire tutto. E spesso e’ sbagliato. Pare che il mondo giri lo stesso senza la nostra supervisione. Anzi, per fortuna.
In realta’ sarebbe tutto piu’ semplice accettarci cosi’ come siamo.
Per dirla con le parole di Schopenhauer:
La qualità più utile alla nostra felicità è quella di bastare a noi stessi, di essere tutto a noi stessi in ogni cosa e di poter dire omnia mea mecum porto.
“Essere capiti non e’ la cosa piu’ importante nella vita”…
Il diluvio e’ arrivato… non esattamente come quello profetizzato… anche se me l’aspettavo… a queste cose non si e’ mai veramente preparati.
Non sono mai stato capace di dire (o fare) la cosa giusta al momento giusto… Arrivo sempre dopo… Ci penso (e ripenso, e ripenso, e ripenso) sempre dopo…
Qualunque cosa, detta o fatta, viene interpretata quasi sempre all’esatto contrario di quello che voleva essere…
in questo, oramai riconosco ahime’ di essere mio malgrado un campione…
L’arte di perdere i treni importanti e’ un beffardo appuntamento che mi richiama ciclicamente all’appello… ed io sono sempre presente… purtroppo.
Evidentemente non sono cosi’ bravo come Brezsny ad interpretare i presagi astrali… ed a sfruttare queste fortune.
Non c’e’ nessuno che possa capire.
Forse non c’e’ niente da capire.
Forse non e’ cosi’ importante essere capiti.
A questo punto si puo’ tirare solo una conclusione: il problema sono Io…
“E mi tocca vivere con me stesso ventiquattr’ore al giorno…”
Io vorrei racchiudere ogni singola emozione del passato in un’istantanea di quello che è stato. Per ciò che ci ha fatto ingrossare il cuore. Per ciò che ci ha fatto sospirare. Per ciò che ci ha inebriato di talmente tanta bellezza da far sembrare ben poca cosa la Rosa più bella del giardino. Per tutto quello che in certi momenti ci ha dato un Senso compiuto; quando potevamo credere di essere un’ammasso informe di cose insensate.
Ecco. Quei Momenti. Quegli scatti immortali sono attimi rubati al trascorrere inesorabile delle esistenze, nonostante tutto. Quei Momenti sono i tuoi. Ti appartengono come ti appartieni tu. Ti appartengono come ti appartiene il tuo cuore. Sono i tuoi perché solo tu hai la consapevolezza delle energie e del tempo che ci hai investito.
E qualunque cosa abbia meritato tutto il Tuo tempo e tutte le Tue passioni, si merita anche il rispetto del ricordo di quello che è stato. Dell’importanza di quell’attimo.
Nonostante tutti. Nonostante tutto. Nonostante adesso.
Anche se ora c’è un’altra realtà. Da sopportare. Da gestire. Da vivere.
Il ricordo di un passato che ha significato molto non può essere solo un rimpianto. Non se lo merita. Non lo merita tutta l’intensità che ha rappresentato. E’ una parte tanto, troppo importante da essere lasciata alla mercé degli errori dell’umana natura; imperfetta per definizione.
Quel ricordo adesso non è altro che una fotografia scolorita, un po’ sbiadita e forse anche un po’ sdrucita. Ma una fotografia che ha comunque un valore enorme perché siamo stati Noi stessi a scattarla, a viverla.
Però non si può esistere Nel ricordo del passato. Si deve vivere Con quel ricordo. Confortarsi con esso se ne sentiamo il bisogno. E superarlo perché è necessario. Si deve vivere il presente perché è tutto quello che adesso abbiamo. Si deve vivere ora. E andare avanti nonostante tutto.
Andare avanti a cercare quella Felicità che ci meritiamo tutti. Che ci spetta. Che ci è dovuta. Che è necessaria. Che va rispettata. Anche se ora significa ognuno per la propria strada…
Un sorriso non costa niente e produce molto
arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell’amicizia,
un sorriso da riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, ne prestato, ne rubato,
perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generoso, dategli il vostro,
perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri.
Ultimo scorcio dell’anno… si butta via il vecchio e si passa al nuovo.
Tre anni fa, in questo stesso giorno, decisi di cambiare qualcosa in maniera radicale.
Mi svegliai l’indomani, nell’anno nuovo, e decisi di smettere di prendere il caffe’ con tre bustine di zucchero… Cambiamento radicale… che voleva dire caffe’ amaro… senza zucchero.
Detto, e fatto.
Ho cambiato le mie abitudini ed ora il caffe’ mi piace senza zucchero; amaro.
Quest’anno, non so cosa, ma sento che e’ ora di cambiare nuovamente qualcosa. Da Domani.
A cominciare da adesso.
“Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.
Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.
L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.
Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!
Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza…
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero.
Molti di loro, leggendo adesso questa “crônica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.
E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.
Se uno di loro morisse io diventerei storto.
Se tutti morissero io crollerei.
E’ per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.
E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo.
A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere…
Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici.
Un amico non si fa, si riconosce. “
(Vinicius de Moraes)
…a tutti quelli che non hanno mai capito, che non capiscono, che non capiranno mai…
…ed agli Amici…
No, non e’ il famoso disco dei Clash. Non c’entrano nulla i Clash.
E’ solo che l’ultimo weekend l’ho un po’ allungato andando a trovare un’amica a Londra… a vivere un po’ di aplomb inglese.
C’ero gia’ stato. Molto molto tempo fa in gita da turista… stavolta invece mi muoveva la voglia di andare a trovare un’amica che vive lontano da qua.
Non saprei definirla bene Londra. Forse, un po’ come il disco dei Clash e’ un mix di generi musicali anche diversi tra loro… Londra e’ un po’ una citta’ dove tutto e’ mixato insieme: i colori, i sapori, gli idiomi, le razze, i lavori, il nuovo in mezzo ai brandelli di passato che rimane…
e’ una citta’ dove ci sono mille negozi d’abbigliamento… dalle grandi catene ai piccoli shop
e’ una citta’ dove puoi parlare inglese anche se l’inglese non lo parli bene… non sei l’unico
e’ una citta’ dove puoi trovare lavoro con la facilita’ cui cui puoi trovare la pioggia… certo, ti devi sapere adattare
e’ una citta’ dove ci sono un millione di posti per mangiare a tutte le ore… un mix di odori, cucine, e sapori da ogni parte di del mondo
e’ una citta’ dove puoi vestirti in maniera bizzarra non attirando l’attenzione di nessuno
e’ una citta’ dove potrei forse passarci un anno, al massimo due… ma non tutta la vita.
P.S. e’ il secondo post in un giorno solo… vuoi vedere che domani viene a piovere ?!?
Non ricordo dove l’ho gia’ letto… in qualche blog sicuramente… ma penso anche io che i signori di Curpertino, a casa Apple, quando hanno studiato l’algoritmo della funzione “Riproduzione casuale” dei brani nell’iPod… beh… c’avranno infilato dentro un qualcosa di diabolico…
Altrimenti non si spiegherebbe il perche’… in certi momenti… quando meno te l’aspetti… sei li che cammini per strada trascinandoti dietro la tua carcassa con tutto il peso dei pensieri che abitano nella tua testa… e…
un piccolo e insignificante particolare, un dettaglio, richiama la tua attenzione; un neurone finora lasciato a se stesso decide di mettersi in moto… le sinapsi si attivano… e piano piano sale come l’alba la considerazione e l’attenzione a quello che stai ascoltando…
… e tutto non potrebbe essere piu’ perfetto di cosi’… la giusta canzone… al momento giusto…
Preaching the End of the World
Hello, I know theres someone out there
Who can understand
And whos feeling the same way as me
Im twenty-four and Ive got everything to live for
But I know now that it wasnt meant to be
cause all has been lost and all has been won
And theres nothing left for us to save
But now I know that I dont want to be alone today
So if you find that youve been feeling just the same
Call me now its alright
Its just the end of the world
You need a friend in the world
cause you cant hide
So call and Ill get right back
If your intentions are pure
Im seeking a friend for the end of the world
Ive got a photograph, Ill send it off today
And you will see that I am perfectly sane
Not for a lifetime or forever and a day
cause we know now that just wont be the case
There will be no commitment and no confessions
And no little secrets to keep
No little children or houses with roses
Just the end of the world and me
cause all has been gone and all has been done
And theres nothing left for us to say
But we could be together as they blow it all away
And we can share in every moment as it breaks
Call me now its alright
Its just the end of the world
You need a friend in the world
cause you cant hide
So call and Ill get right back
If your intentions are pure
Im seeking a friend for the end of the world
Stamattina ho deciso che saro’ invisibile per qualche giorno…
ne sento il bisogno…
sento il bisogno di essere solo mio per un po’…
sento il bisogno di stare un po’ lontano dal mondo…
continuando ad osservarlo, come il mare…
Non cercatemi… non ce n’e’ bisogno… ci risentiamo tra qualche giorno… Promesso.
I AM MINE
The selfish they’re all standin’ in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me I figure as each breath goes by
I only own my mind
The north is to south what the clock is to time
There’s east and there’s west and there’s everywhere life
I know I was born and i know that I’ll die
The in between is mine
I am mine
And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant behind the eyes
There’s no need to hide…
We’re safe tonight
The ocean is full cause everyone’s crying
The full moon is looking for friends at hightide
The sorrow grows bigger when the sorrow’s denied
I only know my mind
I am mine
And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant behind the eyes
There’s no need to hide…
We’re safe tonight
And the feelings that get left behind
All the innocence broken with lies
Significance, beetween the lines
We may need to hide
And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We’re all different behind the eyes
There’s no need to hide
IO SONO MIO (I Am Mine)
Gli egoisti, loro stanno tutti in fila
Avendo fiducia e sperando di acquistarsi del tempo.
Io credo mentre ogni respiro si perde
Di possedere solo la mia mente.
Il Nord sta al Sud come l’orologio sta al Tempo.
C’è l’Est e c’è l’Ovest e dappertutto c’è vita.
So che sono nato e so che morirò.
Quello che sta in mezzo è mio.
Io sono mio.
E i sentimenti vengono lasciati indietro.
Tutta l’innocenza persa di colpo.
Espressivo dietro lo sguardo.
Non c’è bisogno di nascondersi.
Siamo salvi stanotte.
E il significato viene lasciato indietro.
Tutti gli innocenti persi di colpo.
Espressivo dietro lo sguardo.
Non c’è bisogno di nascondersi.
Siamo salvi stanotte.
E i sentimenti che vengono lasciati indietro.
Tutta l’innocenza spezzata con le bugie.
Il significato tra le righe.
Potremmo aver bisogno di nasconderci.
E i significati che vengono lasciati indietro.
Tutti gli innocenti persi di colpo.
Siamo tutti diversi dietro lo sguardo.
Non c’è bisogno di nascondersi
Continuando con la serie “cose che ti possono cambiare la vita”…
domani ho la mia prima riunione di condominio… non so se mi sento pronto per una cosa simile… che nelle mie fantasie le riunioni di condominio le immagino in stile fantozziano, con casco reduce dalla guerra mondiale e quel “DICHIARO… APERTA LA SEDUTA!” seguito da botte da orbi…
vedremo se ne usciro’ vivo… comunque, c’e’ sempre una prima volta…
Piu’ passa il tempo e piu’ mi convinco che non ci sia cosa migliore che passare una gradevolissima serata a chiacchierare con gli amici… dopo una buona cena… sbevazzando qualcosa (o anche piu’ di qualcosa ma vabbe’…) e ciarlando un po’ di tutto…
…o forse sono solo io che sto diventando vecchio.
P.S.
Ricordatevi che c’e’ un concorso fotografico aperto e che aspetta solo le vostre foto sull’Inverno: Winter Slice
C’e’ una strana voglia nell’aria… voglia, anzi, piu’ che voglia direi desiderio… si, desiderio di godersi un po’ il nuovo “focolare”… l’intenzione sarebbe quella di abituarsi a vivere un po’ la propria casetta, per capire cosa manca, cosa ci vuole, quello di cui posso fare a meno, capire dove ho fatto qualche cazzata e invece dove ho fatto la scelta giusta.
Il tempo pero’, come si sa, e’ tiranno… e va sempre a finire che si esce di casa al mattino e l’unico momento che rimane e’ quello del ritorno alla sera… quando pero’, l’unica voglia che si ha una volta infilate le pantofole, e’ quella di svagarsi davanti alla tv… dopo aver cenato…
e cosi’ passano i giorni… e il blog continua a latitare… e il suo autore, pure.
Certo non aiuta l’essere ancora senza un collegamento adsl stabile: mi sto affidando alla connect card di Vodafone (che non mi ha risparmiato noiosissimi problemi negli ultimi due mesi!).
La richiesta per una nuova linea NGI era gia’ anche partita… purtroppo c’e’ sempre la Telecom di mezzo… e c’e’ un cantiere ancora in corso… morale della favola: bisogna aspettare.
Nel frattempo ci si barcamena come si puo’… si prova a godere delle piccole cose… come una cena con gli amici… come due chiacchiere con la coinquilina occasionale, l’amica a cui stai dando ospitalita’ perche’ sfrattata… Ma molto, molto, molto gradita sia per la compagnia, sia per la simpatia, e per l’innata dote ed eccellenza nell’arte culinaria… e perche’ diciamocelo, avere una donzella che gira per casa e’ sempre una bella cosa che mette pure un po’ di buonumore gia’ dal mattino.
In questi ultimi mesi il pensiero che sta monopolizzando la frenesia dei miei neuroni e’…
Sempre.
E Solo.
Uno. “ma non e’ che sto facendo la piu’ grossa cazzata della mia vita ?”
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