Sono stato indeciso fino all’ultimo… ma poi alla fine ci sono andato. Ho preso il giorno di ferie (venerdi’) e giovedi’ sera sono salito sul treno in direzione Venezia Santa Lucia per raggiungere un paio di amici che gia’ da mercoledi’ si godevano la 63esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica… in poche parole, l’annuale festival del cinema di Venezia.
Io non c’ero mai stato. E, ad essere sinceri, erano pure tanti anni che non tornavo a Venezia. Il Lido poi, nemmeno me lo immaginavo… e’ stata una felicissima scoperta (vabbe’ scusate l’ignoranza).
07/09 ore 21 circa
Capisci di non essere arrivato in una citta’ come le altre perche’ guardando fuori, riaprendo l’occhio gia’ mezzo assonnato, il tuo sguardo indugia su una serie di luci che sembrano formare una strada in mezzo al mare… il treno e la strada ci passano proprio in mezzo… sei su un’autostrada sull’acqua.
Esci dalla stazione di Venezia Santa Lucia e subito scesi gli scalini dell’uscita ne hai la conferma: sei arrivato nella citta’ sull’acqua. Davanti a te c’e’ un grosso canale e la gente che aspetta, sugli scalini o alla fermata, il prossimo battello per farsi portare a destinazione.
La mia: il Lido. E’ l’ultima fermata, mi dicono. Pago il mio biglietto al marinaio e mi dedico, paziente, a contemplare la vista notturna del canale, delle luci, degli altri battelli.
Arrivato al Lido, una mezzora piu’ tardi, ti senti con gli amici e li raggiungi proprio li dietro, al ristorante. Saluti. Chiacchiere. Buon vino. Buon pesce. Buona compagnia.
Gli racconti che la corsa in taxi te l’ha offerta un ragazzo disperato, perche’ in enorme ritardo, che ti ha chiesto la cortesia di salire insieme a te, ed ha proseguito per la mostra… correndo alla proiezione di un film, ma sicuramente gia’ iniziato… e quindi, inutile affanno.
E’ ora di salire in sella alle bici noleggiate per l’occasione ed andare verso la Sala Grande, dove ci aspetta la proiezione del film, verso la mezzanotte. Il mio primo film alla mostra di Venezia. Un film iraniano. Un film in cui parlano in farsi, ma ci sono i sottotitoli sia in inglese che in italiano. Un po’ surreale. A tratti grottesco. Quasi simpatico nella figura del protagonista. Una crapa pelata, cocciuta, ostinata e perennemente affamata. Una lotta tra le tribu’. Un po’ un Mad Max dei poveri… molto molto piu’ mad che max…
- Baaz ham sib daari? di Fazkli Bayram (Iran) - Tradotto: Hai un’altra mela ?
Finita la proiezione (in sala c’erano pure i due attori principali, regista ecc ecc) si prosegue nelle chiacchiere, una birra… e non siamo a letto prima delle 3.
Il giorno dopo, alle 22.40 c’e’ la proiezione per il pubblico dell’atteso Inland Empire di David Lynch, fresco di leone d’oro alla carriera. Le voci dicono che per accaparrarsi gli Inviti (gratis) bisogna andare verso le 7 a fare la fila davanti alle casse.
08/09 ore 3 circa
Bene. sono piu’ o meno le 3. Sveglia puntata alle 6. Aspetta che chiudo gli occhi un attimo… mi giro… Titititi’ Titititi’ Titititi’! Ma come ?! Gia’ ?! Ma cazzo… non ho fatto in tempo nemmeno a girarmi sul fianco… e vabbe’… alziamoci. Vado io per primo che ho bisogno di farmi una doccia… un quarto d’ora per uno in bagno, ed alle 7.10 siamo gia’ davanti alle casse a piantonare… in compagnia di un’altra quindicina di disperati.
Si decide di ingannare l’attesa andando a prendere un cornetto ed un cappuccino d’asporto. Chiacchiare… Chiacchiere… Chiacchiere… fino ad arrivare alle 8, momento in cui sta a noi ritirare due inviti a testa per la prozione del film di Lynch. Ottimo.
“Ora che si fa ?”. “Ho sentito che il film di Crialese dovrebbe essere fatto molto bene. Nuovomondo. Prendiamo i biglietti ? Lo danno alle 8.30″. 18 euro a testa e siamo pronti per andare in sala (il prezzo e’ esagerato ma ti puoi vedere pure il film successivo, ci dice la cassiera). Arriviamo davanti alla sala della proiezione, mostriamo i biglietti e… “ma questi biglietti sono per le 20.30 di stasera! E comunque questa proiezione e’ riservata solo alla stampa, o ad invito. Il pubblico non e’ ammesso”
Niente da fare. Qua alla mostra del cinema sono peggio degli svizzeri in quanto a precisione d’orari, regole e irremovibilita’.
Ci facciamo due calcoli. Se guardiamo Nuovomondo alla proiezione delle 20.30 non ne usciamo prima delle 22.20… e da li alle 22.40 forse c’e’ troppo poco tempo per mettersi in fila e provare ad entrare al film di Lynch. Basta. Decisione presa. Ci siamo alzati all’alba per Inland Empire, siamo venuti per vedere Lynch… e Lynch vedremo. Salta il film di Crialese…. Pero’ 18 euro a testa per i biglietti li abbiamo gia’ spesi! 
Ok. Tampiniamo le casse. I primi che chiedono Nuovomondo li abbordiamo noi e proviamo a rivendere i biglietti. E cosi’ e’, per fortuna
Passiamo il tempo che rimane, prima di pranzo, a vederci un po’ la spiaggia del Lido. Cerchiamo di non far caso al fatto che sono quasi le 11 e alle casse hanno ancora inviti per Lynch… Evitiamo a stento gli improperi e gli istinti piromani verso casse e cassiere.
La spiaggia del Lido potrebbe essere descritta come l’elogio della simmetria: tutto a posto, tutto in ordine, tutto cosi’ simmetrico. Curiosa. Ovviamente non manca il sonno che comincia a farsi sentire… ci stendiamo un attimo…
Alle 13 mi aspetta il mio secondo film alla mostra del cinema: Il Diavolo Veste Prada. Commedia sulla donna in carriera che passa su tutto e su tutti, che sceglie il lavoro agli affetti… e che viene presa come modello da seguire. Il film si segue volentieri. Meryl Streep brava e impeccabile, dai capelli color argento. Finale, a lieto fine, abbastanza scontato… ma si sa che va cosi’. Il film e’ sottotitolato in italiano. C’e’ anche una comparsata del nostro stilista Valentino (quello vero, non Ballantini) e… curiosita’… Prada e’ l’unica firma che non viene menzionata durante il film… ma si vede che si sono limitati a elargire solo una cospicua somma per la pubblicita’ gratuita: c’e’ mezza Venezia tappezzata con le locandine che fanno da pubblicita’ involontaria alla firma
- The Devil Wears Prada di David Frankel - Traduzione: Il Diavolo Veste Prada
Finita la proiezione c’e’ tempo per una Red Bull che mi dovrebbe aiutare a combattere la sonnolenza, ed una piadina che non ci sta mai male. Alle 18 ci aspetta l’altra scelta cinematografica su cui e’ caduta la nostra attenzione (col senno di poi: purtroppo): un film giapponese.
- Koorogi (Crickets) di Aoyama Shinji - Traduzione: Grilli
Tralascio ogni commento… e riporto piu’ o meno la trama come la raccontava l’inserto della mostra, qualcosa tipo “una giovane ragazza accudisce un vecchio come un insetto”. Ovviamente ci siamo andati. Ovviamente ci siamo pentiti amaramente. Ovviamente il sonno ha vinto e mi sono fatto almeno i tre quarti del film a dormire. Ma non mi dispiace, anzi! 
Da notare, invece, il commento di un ragazzo spagnolo che all’uscita della prozione si rivolge agli amici italiani e gli chiede “Bueno, ma allora Grilli che c’entra come titolo?!?”
Ora a casa. Doccia di nuovo. E poi si va verso il PalaLido per l’atteso Inland Empire. Il mio quarto ed ultimo film (fuori concorso) alla mostra del cinema di Venezia.
In fila per entrare ci sono orde di cultori di Lynch. Ci mettiamo pazientemente in coda verso le 22… finche’ non aprono le porte della sala alle 22.30.
Silenzio in sala. Inizia la proiezione.
… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …
172 minuti dopo. Sinceramente non so che dire. Davvero. Non riesco ad esprimere un giudizio. Cioe’, se do ascolto alle sensazioni improvvisate mi vien da dire “Non c’ho capito un cazzo!” o “Minchia.. ma quel pazzo visionario stavolta s’e’ fumato l’impossibile prima di scrivere sto film”. Boh… non so che pensare… di certo il film esprime tutte le caratteristiche della regia di Lynch: tratti chiaroscuri, atmosfere oniriche e sincopate, musiche ammalianti, incubi e deliri. Tra l’altro sembra sia stato girato con una videocamera amatoriale, almeno all’inizio… sembra quasi una vhs.
A me il cinema lynchano piace. Ho apprezzato non poco i suoi cripticismi in passato. Ma stavolta devo ammettere che ha esagerato un po’ troppo con i deliri. Forse, alla fine, questo film non mi e’ piaciuto, o semplicemente non ha soddisfatto le mie aspettative. Di certo tre ore di un film di questo tipo metterebbero a dura prova chiunque.
- Inland Empire di David Lynch (Leone d’oro alla carriera)
Sono comunque contento di averlo visto. Se uscira’ nelle sale italiane, sicuramente lo taglieranno. E, in fin dei conti, e’ un film che andava visto lo stesso. Checche’ ne possa dire la critica… in bene o in male.
09/09 tarda notte
Ora sono quasi le 3 e ci concediamo le ultime chiacchiere e le ultime birre prima di andare a letto. Una giornata molto lunga e intensa… con solo 3 ore di sonno vero alle spalle… e qualche intermezzo sporadico in sala durante il mattone giapponese.
L’indomani gia’ si parte…. Ma di sicuro si dorme fino a tardi. Poi sveglia e preparazione con calma… Ultimo pranzo al Lido… Saluto Venezia e ritorno a casa.
E’ stata una bella esperienza questa mia due giorni alla mostra del cinema… tanto improvvisata quanto breve. Se dovessi riperterla i prossimi anni, col senno di poi, andarei molto piu’ organizzato e con una bella scaletta gia’ preparata sui film che non voglio perdere.
La mia 63esima mostra internazionale d’arte cinematografica… nella settimana in cui penso di aver dormito meno ore, in assoluto, di tutta la mia vita.