Giovedi’ scorso sono andato per la seconda volta ad un concerto di Giovanni Allevi.
Memore dell’esperienza passata l’emozione e l’aspettativa era tanta…
Penso che chiunque, almeno UNA volta, debba concedersi il regalo di vedere un concerto di Allevi. Osservando le persone riesci a capire molte cose; osservando Giovanni quando esegue le sue composizioni riesci a capire che ci deve essere un perche’ di come quest’omino buffo si approccia con il mondo, col suo piano, col suo pubblico… di cosa gli puo’ passare per la testa quando si mette seduto e libera le mani sui quei tasti bianchi e neri, cosi’ talmente familiari che ogni volta quasi si deve scusare con loro, e accarezzarli per averli strapazzati un po’.
Tornare in una citta’ dove aveva gia’ suonato l’anno scorso… lo stesso album… tre serate quasi tutte esaurite… credo non sia facile per un’artista normale, tantomeno potrebbe esserlo per questo sensibile filosofo della musica.
Eppure il suo pubblico e’ sempre li, sempre felice e ansioso di ascoltarlo, sempre bramoso di una canzone in piu’…
Il concerto e’ stato perfetto. Perfette le esecuzioni. Bellissime come sempre le melodie.
Se Giovanni me lo permette, voglio muovergli solo un’obiezione: ad una persona che l’anno scorso aveva gia’ visto un tuo concerto magari potevano risultare “stonate” le spiegazioni delle canzoni, identiche per filo e per segno, parola per parola, o le “gag” rivolte al pubblico. Ecco beh, per una persona che potrebbe pensare maliziosamente, leggerebbe in questi “spartiti”, in questi “atti di scena” un pizzico di marketing, un dettame di qualcuno che ti possa dire “porta avanti il tuo personaggio, perche’ funziona”.
Ma appunto, SE… Io che invece Giovanni “l’ho conosciuto” solo in queste due occasioni a concerto… Che mi immagino solo idealmente la persona che sta dietro alle bellissime melodie che sento… Io, che sono uscito la prima volta dal suo concerto con una nuova considerazione del binomio musica-pianoforte… Io, che credo fermamente che una persona che sa creare qualcosa come Back to life, Come sei veramente, Aria, L’Orologio degli dei, Follow you non possa che essere assolutamente Vera.
Beh… Io No.
Ho letto da piu’ parti che sei metodico, che ripetere gli stessi gesti ti solleva dal non distrarti dalla Musica… ed e’ cosi’ che leggo quel siparietto, uguale in tutto e per tutto, a quello dell’anno scorso… ma in altri casi, fidati Giovanni, non hai assolutamente bisogno di ascoltare, se mai ci fosse, qualcuno che ti spinge all’interpretazione del personaggio.
E’ forse questa fragilita’ che rende speciale un concerto di Allevi. Per questo continuo a dire che chiunque, almeno una volta, dovrebbe regalarsi l’emozione di una serata speciale, in compagnia di Giovanni Allevi e del suo pianoforte.
Oggi poi, passato nella vicina libreria come capita frequentemente, ho comprato il suo libro “La Musica in testa”… voglio conoscere un po’ di piu’ l’Allevi-pensiero.
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